In questa guida illustro come ho installato un rubinetto per l’acqua a cui collegare la lavatrice. Il metodo, applicabile a qualsiasi tipo di rubinetto, è valido in ogni caso in cui occorre collegare tra loro tubi o raccordi per il trasporto di liquidi.

L’impianto idraulico, citato in questo articolo, è soggetto ad apposite certificazioni che vengono rilasciate da personale qualificato, abilitato, inoltre, alla manutenzione e modifica dello stesso. Qualsiasi operazione in tal senso, quindi, effettuata da persone non abilitate, è eseguita sotto la propria responsabilità, tenendo escluso il titolare del sito, con non sollecita ad attuarli, da danni provocati a se o a terzi.

Gli attrezzi che ho utilizzato per eseguire questo stoppa mastice sono veramente pochi: il pappagallo da idraulico e la stoppa con la relativa pasta verde. Ovviamente un rubinetto e se come in questo caso, la messa in opera dell’attacco non è stata eseguita correttamente e si trova troppo in profondità nell’intonaco, anche un’apposito spessore da interporre tra attacco e rubinetto.

Preliminarmente all’installazione di qualsiasi alloggiamento sia che si tratti di un rubinetto per elettrodomestico che di un miscelatore per sanitari o anche di un rubinetto per giardini dove poi potremmo collegare una centralina elettronica per l’irrigazione, occorre pulire l’interno delle tubazioni dalle impurità eventualmente presenti. Dopo aver chiuso il rubinetto principale dell’appartamento procedo a svitare il tappo che chiude il circuito. Riapro moderatamente il rubinetto principale e faccio defluire l’acqua per qualche secondo. In questa occasione sono fuoriusciti residui di cemento, di metallo e terra. Sarebbero stati deleteri per i meccanismi interni dell’elettrodomestico.

In idraulica per giuntare due elementi maschio e femmina,è obbligatorio interporre materiali con elevate caratteristiche di tenuta all’acqua. A partire dall’antichità assolve egregiamente a questo compito la stoppa. Avvolta all’interno della filettatura del “maschio” avrà il compito di non far trasudare all’esterno l’acqua. Dal cascame di stoppa ne stacco una modica quantità e tenendola tesa la avvolgo, in senso contrario all’avvitamento, sulla filettatura. In che quantità? L’esperienza ve lo dirà. In linea di massima fino a quando si intravede la filettatura sottostante.

La stoppa, se non trattata con appositi materiali, di per se avrebbe vita breve e soprattutto dopo alcuni anni si indurirebbe a tal punto da render molto difficoltoso lo smontaggio del pezzo. Ecco perché, dopo averla avvolta alla filettatura, la impregno con il mastice per idraulica.

Impano il rubinetto a mano fin dove me lo consente la forza e poi, con l’ausilio del pappagallo, più a fondo. Anche in questo caso sarà l’esperienza a dirci fin dove arrivare a stringere. Posso dire che la stoppa, già dopo pochi giri, darà tenuta all’impianto quindi una regola potrà essere quella di stringere fin tanto che si deve applicare una forza di intensità media. La prova di tenuta successiva ci rivelerà se abbiamo stretto abbastanza o viceversa. Una delle qualità della stoppa è che il pezzo si può svitare e avvitare quanto si vuole, senza rovinarsi oppure se la tenuta non è delle migliori si può dare un’ulteriore stretta senza dover svitare tutto e cambiare come avverrebbe invece con una guarnizione in gomma. Per vedere se il lavoro è stato eseguito correttamente mando in pressione l’impianto e a rubinetto chiuso verifico che non ci siano trasudi. Se ve ne fossero occorrerà semplicemente avvitare ancora di mezzo giro il rubinetto.